Anomalia Metabolica:
Mettiamo le cose in chiaro. Io non sono anoressica. Mi piace mangiare sano, e controllo la mia alimentazione. Ci tengo al mio aspetto e arrotondo gli studi facendo da modella per gli studenti dell'Accademia di Belle Arti. Quindi la mia presenza fisica non è solo vanità, è per quel che mi riguarda anche un investimento per il futuro. Potrete anche capire la mia frustrazione quando mi sono accorta che la bilancia era diventata mia nemica. La lancetta è passata dai cinquanta e rotti ai quasi settanta nel giro di una settimana. Mangiavo di più? Sì, effettivamente era un po' di tempo che avevo "fame". Ma chiunque sia fissato con le diete sa che non si può prendere più di un quarto di chilo al giorno, il nostro organismo non è strutturato per assumere una quantità di calorie maggiore. Se non fossi una persona razionale, sarei passata al digiuno dall'oggi al domani.
Ma siccome il mio senso delle proporzioni estetiche non è alterato da nessuna fissazione, i dati di fatto mi hanno lasciato notare un elemento confortante. La mia taglia non è cambiata. In jeans veritas, potremmo dire parafrasando il latino. Il problema è che non è la mia bilancia ad essere rotta. Quella della farmacia, quella di mia sorella, quella che ho comprato e poi buttato dalla finestra danno tutte lo stesso risultato, a parte le oscillazioni tipiche delle bilance imprecise.
E poi mi preoccupa un tantino il fatto che quando ho preso a calci il pilastro del bagno in preda alla frustrazione, è rimasta l'orma del piede. Decisamente strano, per fortuna non sono una che ha l'abitudine di cedere alla violenza con le persone, altrimenti dovrei temere per il mio prossimo.
Anomalia Ottica:
Addio amore mio. Ma tu non leggerai questa lettera. Metto nero su bianco quello che provo, e poi con tutta probabilità darò fuoco alla pagina, perché queste parole, non sono fatte per essere lette. Avevamo tutta una vita di fronte, una casa, un'intimità che durava dai tempi del liceo, iniziavamo persino a parlare di quando saresti stata una mamma ideale per i nostri figli. Ma poi c'è stato quel concerto. Chitarra barocca, se non ricordo male, sei stata tu a sceglierlo, ma non te ne faccio una colpa. Io sono cambiato, e tu non l'hai fatto. Tu sei rimasta sempre la stessa dolce compagna sorridente, mentre io scoprivo che potevo diventare di fumo, e spiarti a volte, per esaudire i tuoi desideri nascosti, era un gioco che non ti ho mai rivelato. La mia vita però stava diventando più dura, come il sapore del metallo affilato. Ho una compagnia, per cui devo agire, se non voglio che le mie speranze di vita si assottiglino come fa la luce tra le mie dita. Mi toccano missioni pericolose, e missioni che per me non comportano troppi rischi ma che farebbero a pugni con il tuo inossidabile senso etico. Poi l'altro giorno ti ho sentita. Ero nella stessa stanza con te, e tu ti confidavi al telefono. Eri così preoccupata per me, l'idea di mandarmi da uno strizzacervelli mi ha fatto rabbrividire. Sei testarda, e non puoi metterti a investigare in questo. Non fa per te, non è il tuo mondo e non voglio che lo diventi. Troppo pericoloso, troppo duro, e io... forse io sono un vigliacco. Volevamo una vita insieme, ma la mia vita si è fatta in pezzi. Frammenti e schegge affilate. Volevamo dei figli, ma come potrei avere dei figli io, senza sapere se erediteranno il mio dono, la mia maledizione? Farmi trovare tra le braccia di un'altra è stato qualcosa che ti dovevo. Darti un perché, che spiegasse la fine di tutto, e che mi permettesse di sparire lasciandoti il tuo orgoglio ferito a farti da scudo. E per te è meglio credere che la mia amante sia una donna in carne ed ossa, invece che un Wormhole. "Come hai potuto, farti sorprendere in questo modo? Come?" E' vero. Io non mi faccio sorprendere mai, adesso. A meno che non sia io a volerlo.
Anomalia Spazio-Temporale:
"Lancia un sasso in uno stagno. Fermati a osservare le increspature sulla superficie dell'acqua.
Avrai solo una vaga idea di quello che è accaduto alla mia realtà. I flash dapprima erano intermittenti e bizzarri, mi mostravano possibilità del futuro con una nitidezza abbacinante. Potevo persino giocarci, per vedere se quei lampi si realizzavano davvero. Ma il gioco è durato poco, e si è trasformato in incubo. Quando ogni minima azione, pensiero o gesto, si presentano davanti ai tuoi occhi con un ventaglio di diramazioni improvvise, che ti paralizzano nella loro complessità terrificante, tutto quello che puoi fare è rannicchiarti in un angolo buio e tremare. Le visioni si susseguono l'una all'altra, anche solo un semplice "Come stai?" da parte di tua madre si trasforma in un decine e decine di finali diversi che rischiano di farti esplodere la testa. Tu vuoi solo essere lasciato solo, e nemmeno la solitudine è sufficiente. Nelle visioni l'immagine che si affaccia sempre più spesso è quella di me che striscio verso la cucina, per aprire i bocchettoni del gas e lasciare riempire di veleno la stanza chiusa. L'ho vista così di frequente che mi sto convincendo di averlo fatto davvero, e di essere solo uno spettro che non riesce a distinguere passato e futuro... La testa mi scoppia, e il buio riesce ad attenuare, ma non a mandare via il dolore. Poi una visione differente si fa strada tra le altre, qualcuno bussa alla porta, e io mi ritrovo ad aprire. "Sono della corporazione, spero di essere arrivato in tempo." Qualcuno bussa alla porta e io mi precipito verso il balcone, per buttarmi di sotto, perché non posso sopportare dei nuovi futuri nella mia testa. Qualcuno bussa alla porta e io cerco un coltello, un'arma, da non usare contro me stesso, stavolta. Qualcuno bussa alla porta, e io..." Abbiamo trovato l'anomalia in stato confusionale. E' stato sedato secondo le procedure d'emergenza e portato verso il Centro più vicino con la massima fretta. Seguono scheda e attitudini del soggetto. Al risveglio dovrà essere informato della sua situazione con la dovuta cura.
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